Inno di Mameli

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Ecco l'inno completo di Mameli, che l'Italia, diventata repubblica dopo la Liberazione, ha assunto come proprio inno Nazionale. "L'inno unisce tutti gli Italiani, ci accomuna per valori e ricordi, e soprattutto oltre il fatto sentimentale (che non sarebbe poco), cantare l'inno dimostra un grande senso di attaccamento alla propria terra che sarebbe bello poter vedere espresso da chi ci rappresenta."



FRATELLI D'ITALIA
Testo di Goffredo Mameli (1827 - 1849)
Musica di Michele Novaro (1818 - 1885)
 

Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta;
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma;
ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popolo,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l'ora suonò.

Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?

 

Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'Aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevé col Cosacco,
ma il cor le bruciò.

Stringiamoci a coorte!
Siam pronti alla morte;
Italia chiamò.
   

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